Caterina è – forse – la madre di Leonardo da Vinci. Forse… la “certezza” è analizzata nell’ultimo capitolo del bellissimo libro di Carlo VecceIl sorriso di Caterina .
Il sorriso di Caterina
Per l’autore Caterina è anche un simbolo di libertà. Nel penultimo capitolo del romanzo parla Leonardo evocando le misteriose origini della madre schiava circassa, desideroso di poter fuggire da un mondo decrepito verso un luogo libero ed umano: Leggi tutto “Caterina”
Mingher è un’isola che non c’è. È inutile cercarla là dove la colloca Pamuk, più o meno tra Rodi e Creta.
Mappa dell’isola di Mingher
A Mingher fioriscono le rose, il cui profumo intenso si mescola con quello del caprifoglio e del tiglio.
Mingher è un paradiso in cui, nell’anno 1901, si scatena l’inferno: la peste. Leggi tutto “Mingher: le notti della peste”
Apostata. Così è passato alla storia l’imperatore Giuliano, l’affascinante protagonista del romanzo di Gore Vidal. Figura complessa e forse considerata secondaria nella storia dell’impero romano; un apostata che ha perso la sua battaglia. E per questo esecrato. Apostata perché il suo sogno di restaurare le religioni ellenistiche non si è realizzato. Apostata perché ha vinto il cristianesimo. Un filosofo visionario in fondo, un mistico che sarebbe potuto diventare un santo se fosse stato cristiano. Leggi tutto “Apostata”
Anagramma metamorfosi: disordine nuovo ordine. Con questo saggio Maurizio Bettini continua il discorso iniziato con il suo Radici. Affronta un tema molto presente nel dibattito culturale di oggi, quello dell’identità. Ne parla con la consapevolezza di chi sa che non basta un discorso razionale ed informato per smantellare certe opinioni consolidate. «L’identitario “duro”, quello che stringe la tenaglia, ascolta solo quelli che parlano come lui, pensano come lui, sta chiuso nella sua “foresta” e, salvo miracoli squisitamente individuali, difficilmente sarebbe disponibile a uscirne per cambiare idea». Questo afferma nell’Epilogo del libro. L’obiettivo è un altro: è quello di parlare agli incerti, a chi non ci ha mai pensato, a chi ha la mente aperta per ragionare, ai ragazzi che crescono, per spiegare che « l’Italia non è affatto una “foresta” da cui scacciare pericolosi intrusi, ma è un paese civile e democratico, nel quale il rapporto con l’altro, chiunque o qualunque esso sia, non può che essere regolato dalle leggi e dalle antiche regole di umanità che stanno alla base della nostra cultura». Leggi tutto “Anagramma metamorfosi”
La traccia su cui si muove la barca che porta Evropa fuggiasca ha le cadenze dell’Odissea. Ed è un canto questo per Evropa che sarà Europa. Un dono per l’Occidente stremato.
Su lei veglia la Luna, “Selene, la Dea bianca, Fatamorgana, Amica degli aedi; dai seni di bronzo”. L’accoglie Moya, barca inglese dal nome gaelico di donna, che la cullerà per tutto il viaggio, proteggendola da tempeste e banditi. Petros è il nocchiero greco che conduce l’imbarcazione con sicurezza antica. E ci sono un cuoco turco di madre tedesca, Ulvi, e un nostromo francese, Sam. Il narratore viaggia con loro, è dalmata, ma il suo nome non compare. Ma noi sappiamo chi è. Leggi tutto “Evropa fuggiasca: Canto per Europa”
Memoria ricostruttiva: è questo il concetto che sta alla base del pamphlet di Maurizio Bettini.
La memoria ricostruttiva delle radici
(Maurizio Bettini è professore di Filologia classica nell’Università di Siena e direttore del Centro “Antropologia del mondo antico”)
Il discorso si apre con la constatazione che in Europa e nel mondo si assiste ad una rivalutazione, spesso di carattere politico, della tradizione. Di fronte all’omologazione, che cancella le differenze tra i paesi del mondo, sembra che ci si debba difendere ricercando nel passato qualcosa di originario che garantisca la nostra diversità dall’Altro. Ma contemporaneamente la diversità dell’Altro rispetto a noi. Leggi tutto “Memoria ricostruttiva”
declino nascita: un mondo che muore e uno che sorge
Declino nascita: le due parole chiave che percorrono il libro di Augias, declino dell’impero e nascita del nuovo mondo cristiano.
LA FINE DI ROMA
TRIONFO DEL CRISTIANESIMO, MORTE DELL’IMPERO
Di Corrado Augias
È una lettura assai piacevole che unisce la scorrevolezza del testo alla precisione lessicale e alla documentazione storica ineccepibile. È anche un viaggio attraverso monumenti e luoghi più o meno noti che hanno segnato questo passaggio epocale dal lungo declino dell’impero romano ad una nuova era. Leggi tutto “Declino-nascita: morte dell’impero e trionfo del cristianesimo”
Pomo pero, scritto nel 1974, undici anni dopo Libera nos a Malo, ne è la continuazione, per meglio dire i Paralipomeni, come dice il sottotitolo, cioè un completamento, un’aggiunta. «… non badate troppo alla parola pedantesca ‘paralipomeni’ … Vuol dire in sostanza ‘aggiunte’, letteralmente ‘cose tralasciate’; cioè omesse in passato e aggiunte ora». Sono ‘piccole storie’ che non hanno bisogno di una struttura esterna e che si inseriscono in un mondo già costruito. Leggi tutto “Pomo pero”
Libera nos a Malo già nel titolo comunica una materia coinvolgente, come del resto avviene per quasi tutti i titoli dei suoi libri. Libera nos amaluàmen. Così veniva detta la formula che chiude il Pater noster dall’amico Nino, che solo da grande ha capito che non si scrive così. Eppure, dice l’autore, nella deformazione c’è la vera essenza di questa preghiera; perché il luàme è il letame: «Liberaci dal luame, dalle perigliose cadute nei luamàri, così frequenti per i tuoi figliuoli, e così spiacevoli; liberaci da ciò che il luàme significa, i negri spruzzi della morte, la bocca del leone, il profondo lago!
Liberaci dalla morte ingrata: del gatto nel sacco … del cane … del maiale … del topo di chiavica che stride tra il muro e il portone nel feroce trambusto dei rastrellatori. (Liberaci dalla morte ingrata del topo nel feroce trambusto dei rastrellatori, come quella del partigiano braccato da fascisti e nazisti)
Libera Signore i tuoi figli da questo luàme, dalla sudicia porta dell’Inferno!»Leggi tutto “Libera nos a Malo”